Twitter oggi si quota in borsa!

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Twitter oggi si quota in borsa!

NEW YORK – Debutto a Wall Street oltre le attese per Twitter: il gruppo del social network ha fissato il prezzo ufficiale delle proprie azioni nell’ipo a 26 dollari, una cifra superiore alle forchetta di prezzo di 23-25 dollari individuata in precedenza. Un prezzo con il quale, sottolinea il New York Times, Twitter vale 18 miliardi di dollari.

L’offerta è di 70 milioni di azioni con le quali Twitter raccoglierebbe 1,82 miliardi di dollari.

Alle 15:30 in orario italiano l’azione sarà ufficialmente live sui mercati.

Nel corso dell’anno ben 6 IPO hanno raddoppiato il loro valore d’ingresso a mercato nella prima giornata di contrattazione e vi è grande attesa in merito per l’azione Twitter per cui vi consigliamo di non perdere questa importante occasione di trading.

Fra le altre importanti notizie in uscita per oggi, nel pomeriggio occhi puntati anche su EUR\USD con importanti variazioni che potrebbero giungere dal meeting molto atteso della BCE e dal dato sui sussidi di disoccupazione negli USA.

14:00 GBP BoE Tassi Ufficiali

15:30 EUR Meeting BCE

15:30 USD Sussidi di disoccupazione

21:00 EUR Conferenza Stampa Governatore BCE Mario Draghi Se fosse confermata la riduzione dei tassi della BCE a fronte della necessità di contrastare il trend deflazionistico in corso e l’apprezzamento dell’euro, potremmo finalmente vedere una rottura del supporto su EUR\USD a 1.3460.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Inizia subito a guadagnare dalla quotazione di Twitter!!

TopOption ti fa tradare gratis!!

Clicca sul bottone qui sotto e leggi come aprire un conto demo e comincia a guadagnare da questa straordinaria occasione.

–>Come investire in borsa –>

Investire in borsa può dare soddisfazioni. Ma per farlo con successo bisogna sapere un po’ di cose. Strumenti e strategie, per cominciare. E avere il carattere giusto per sopportarne le inevitabili montagne russe.

–> di Marco Delugan 24 mag 2020 ore 10:54

Per far rendere i risparmi un po’ di più. Per guadagnare senza dover sudare. O fare il colpo della vita. Per sfidare la complessità. O sentirsi dei piccoli guru. Perché qualche soldo in più fa sempre comodo. Perché devo mettere via qualche cosa per la vecchia. Qualsiasi sia il motivo per cui decidete di investire in borsa, state per iniziare una avventura non certo delle più facili.

Bisogna imparare tante cose (non credete a quelli che “ho io la soffiata giusta”) e avere carattere, molto carattere. Se vi capiterà di essere in mezzo quando tutto crolla, vedrete che è vero. Poi mischiate conoscenza e carattere con una buona dose di intuito e avrete un investitore che ci sa fare. E non è davvero poca cosa. Quindi, preparatevi.

Così, se davvero ci volete provare, la cosa migliore da fare è iniziare a capire le prime cose importanti su come investire in borsa. Partiamo dalle basi, e vedrete che non sarà comunque poco.

COS’E’ LA BORSA VALORI

Come abbiamo visto sopra, per investire in borsa bisogna conoscere un po’ di cose. La prima è cos’è la borsa valori. La borsa valori è un mercato organizzato e regolamentato in cui si acquistano e si vendono strumenti finanziari e valute. Gli strumenti finanziari (o titoli finanziari, o prodotti finanziari) sono obbligazioni e azioni. Le prime rappresentano debiti di istituzioni o di imprese. Le seconde rappresentano invece quote del capitale delle imprese quotate in borsa. Altri titoli quotati e scambiati in borsa sono i così detti derivati, come futures , opzioni e covered warrant. E poi ci sono gli Etf, e cioè quote di fondi indice scambiabili come fossero azioni.

La borsa valori non è più un luogo fisico, ma un sistema elettronico costituito da una unità centrale, da una rete di trasmissione dei dati (principalmente orini di acquisto e di vendita) e da un insieme di terminali da cui operano gli intermediari finanziari. Chiunque voglia investire in borsa, deve essere un intermediario o agire tramite un intermediario.

LA FUNZIONE DELLA BORSA VALORI

La funzione principale della borsa è quella di mettere in contatto chi ha risparmi con chi ha bisogno di quei risparmi per investire in attività economiche. Investire in borsa vuol dire cioè veicolare il denaro dei risparmiatori (che sia il proprio o quello di altri) verso gli emittenti dei titoli finanziari. In questo senso la borsa valori è un segmento del più ampio sistema

La regolamentazione della borsa, e l’attività di sorveglianza sul rispetto dei regolamenti, ha lo scopo di favorire la correttezza e la sicurezza degli scambi, così da attrarre sempre più emittenti e risparmiatori.

LA STRUTTURA DI PIAZZA AFFARI

La borsa valori di Milano, anche nota come Piazza Affari è composta dal mercato telematico azionario (MTA), a sua volta suddiviso in altri due segmenti: il mercato primario e quello secondario. Sul primo vengono negoziati i titoli di nuova emissione, sul secondo i titoli già in circolazione.

Ma, come abbiamo visto sopra, in borsa vengono scambiati anche altri titoli finanziari. Sul mercato SEDEX vengono scambiati covered warrant e certificates. Sul MOT vengono scambiate le obbligazioni. Gli Etf e i derivati cartolarizzati vengono scambiati su ETFplus. Sul mercato IDEM si possono scambiare i contratti futures e i contratti d’opzione aventi come attività sottostante indici e singoli titoli azionari. E poi c’è il mercato After hours, dove è possibile negoziare dopo la chiusura di borsa, ma solo azioni, covered warrant e certificates.

In questa guida introduttiva a come investire in borsa ci occuperemo solo di azioni, obbligazioni ed Etf. Un po’ perché alcuni degli altri sono troppo complessi e difficili da utilizzare, e altri sono meno conosciuti dai principianti.

COSA SONO GLI INDICI DI BORSA

Gli indici di borsa sono di solito medie ponderate di un paniere di titoli che in quella borsa vengono trattati. Sono importanti essenzialmente per due motivi. Il primo è che rappresentano sinteticamente l’andamento di un mercato o di una parte di esso, e permettono di capire come stanno andando le cose quasi a colpo d’occhio. Gli indici di borsa servono anche come punto di riferimento per valutare i risultati di una strategia di investimento o di una gestione di un portafoglio. In questo caso vengono chiamati benchmark. Gli indici più importanti e più seguiti dagli operatori dei mercati, quelli che condizionano maggiormente la finanza mondiale, sono quelli americani: Dow Jones, Nasdaq Composite e S&P 500.

Il Dow Jones Industrial Average risale al lavoro di Charles Dow, e ha visto la luce nel 1896. Adesso è composto dai 30 titoli industriali a maggiore capitalizzazione. All’inizio erano 12.

Il Nasdaq è l’indice dei principali titoli tecnologici della borsa americana. In realtà di indici Nasdaq ce ne sono tre, il Nasdaq Composite, il Nasdaq 100 e il Nasdaq Biotechnology Index. Il più importante è in Nasdaq Composite.

Lo S&P 500 è stato definito e realizzato nel 1957 da Standard & Poor’s, società di ricerche e analisi finanziarie, e oggi tra le maggiori agenzie di rating al mondo. L’indice è composto dalle 500 aziende Usa a maggiore capitalizzazione quotate al New York Stock Exchange, all’American Stock Exchange e al Nasdaq.

Altri indici importanti a livello mondiale sono il giapponese Nikkei 225, il tedesco Dax 30, e l’indice della borsa di Shangai.

L’indice FTSE MIB è l’indice azionario più importante della Borsa Italiana. E’ composto dalle 40 società italiane a maggiore capitalizzazione quotate sul mercato telematico azionario (MTA).

COS’E’ LA QUOTAZIONE IN BORSA

La quotazione in borsa consiste nell’offerta al pubblico degli investitori dei titoli di una società che intende quotarsi in borsa, e cioè avere i propri titoli trattati regolarmente su quel mercato. E’ una operazione molto complessa per l’impresa, che solitamente si fa aiutare da un intermediario finanziario accreditato.

La quotazione in borsa può avvenire in tre modi, e cioè con azioni:

  • di nuova emissione: offerta pubblica di sottoscrizione (OPS)
  • già esistenti: offerta pubblica di vendita (OPV)
  • di nuova emissione e già esistenti: offerta pubblica di vendita e di sottoscrizione (OPVS)

Quando vengono collocate azioni di nuova emissione, l’operazione comporta una raccolta di capitale positiva per l’impresa.

Quando vengono collocate azioni già esistenti, i soci che le cedono riceveranno denaro ma perderanno parte dei loro diritti sull’impresa che si colloca in borsa. In questo caso l’impresa non raccoglie capitali.

GLI OBIETTIVI DELL’INVESTIMENTO

Prima di cominciare a investire in borsa bisogna definire i propri obiettivi di investimento. Ma anche quando si investe già da tempo, ogni tanto può essere necessario rivedere cosa si sta facendo e perché lo si sta facendo.

Restando su un piano strettamente finanziario, se le cose vanno bene investire in borsa può dare tre ordini di risultati. Far crescere il capitale, quando ad esempio sale il valore dei titoli in portafoglio. Dare una rendita periodica, fatta di interessi sulle obbligazioni o di dividendi azionari. Oppure proteggere il capitale dall’inflazione, e cioè mantenerne costante il potere d’acquisto nel tempo.

Tra questi obiettivi esiste un trade off, un tasso di sostituzione. Non è cioè possibile avere una rendita periodica e titoli azionari in forte crescita. Così come non è possibile proteggere con buona certezza il capitale e trarne chissà che rendimenti. Si possono però costruire portafogli misti, che facciano un po’ l’una e un po’ l’altra cosa.

COSA VOLETE DAI VOSTRI SOLDI?

Ma prima degi obiettivi finanziari è importante stabilire i propri obiettivi “esistenziali”, nel senso di cosa si vuol fare dei risultati del proprio investimento. Che sia acquistare un’auto nuova, avere i soldi per far studiare i figli o garantirsi una integrazione di reddito per la pensione. Idealmente, ogni obiettivo dovrà avere una sua asset allocation dedicata, e che tenga conto anche dei diversi orizzonti temporali, definiti di volta in volta da quanto i singoli obiettivi saranno lontani nel tempo.

Ad esempio. Se si vuole una rendita periodica dal proprio portafoglio finanziario, si dovranno scegliere obbligazioni e azioni che pagano dividendi. Se avete davanti 15 anni per mettere da parte i soldi per far studiare i figli, un fondo indice sui mercati Usa potrebbe essere una buona idea, fatto salvo il rischio legato all’andamento del cambio tra euro e dollaro.

INVESTIRE IN AZIONI

Le azioni sono frammenti del capitale di un’impresa. E le società per azioni sono società in cui le partecipazioni dei soci al capitale sono appunto rappresentate da azioni. Sono tutte dello stesso valore nominale e la loro somma rappresenta il capitale sociale dell’azienda.

Quando si acquista una azione si acquista un pezzettino del capitale dell’azienda stessa. E quindi, se l’azienda dovesse fallire, l’azionista perderebbe tutto quanto vi ha investito. In alcuni casi, e cioè per alcuni tipi di azione, si “acquistano” anche diritti di varia natura, come il diritto di voto nelle assemblee, di controllo della gestione, di opzione su nuove azioni od obbligazioni convertibili, di partecipazione al dividendo.

Ci sono due modi per guadagnare con le azioni: l’aumento del valore delle stesse e la distribuzione dei dividendi azionari.

Il valore di un titolo può aumentare per diversi motivi: perché un’azienda è solida e ha buone prospettive future, perché il mercato ci crede, o per manovre di speculazione al rialzo. Per chi vuole investire in un’ottica di periodo medio o lungo, lo stato di salute economica dell’azienda e le sue prospettive future sono le cose da guardare con maggiore attenzione.

Ma vi sono anche aziende che distribuiscono dividendi, e cioè la quota parte che spetta all’azionista degli utili prodotti. Un’azienda può decidere di non distribuire dividendi, magari per reinvestirli nell’attività stessa, di distribuirne una parte o di distribuire tutti gli utili prodotti agli azionisti. Le aziende che distribuiscono i dividendi sono tipicamente aziende grandi, affermate e affidabili.

INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI

Le obbligazioni sono titoli finanziari che rappresentano debiti. Possono essere emesse da aziende, Stati ed enti pubblici. Se avviene in fase in collocamento, acquistare una obbligazione vuol dire prestare soldi a chi le emette. E in ogni caso, anche acquistando l’obbligazione da altri che non siano l’emittente, vuol dire diventare titolari del diritto a ricevere a una certa data un certo capitale, più gli interessi promessi dal titolo stesso. Gli interessi sono il compenso per aver prestato quel denaro.

Rispetto all’investimento in azioni, quello in obbligazioni da più certezze, anche se non è comunque totalmente privo di rischi. Le certezze sono il rimborso del capitale a scadenza e il pagamento degli interessi, a meno del fallimento dell’emittente. Nel caso del fallimento di un emittente, quanto un obbligazionista riceve dipende dal tipo di obbligazione che ha sottoscritto. Per approfondimenti su questo punto, cliccate qui. In questo senso è molto importante accertarsi dell’affidabilità di chi ha emesso l’obbligazione che vogliamo acquistare.

Valutazioni sull’affidabilità degli emittenti di titoli obbligazionari vengono prodotte dalle agenzie di rating.

La storia dei mercati finanziari dimostra però che anche il parere delle agenzie di rating, e degli esperti in generale, non può dare garanzie assolute di sicurezza. Il metodo migliore per ridurre l’incertezza e il rischio è studiare e informarsi.

INVESTIRE IN ETF

Gli Etf (Exchange Traded Fund) rappresentano la quota di un fondo indice. Gli Etf sono quotati e negoziabili in borsa, come fossero azioni. Un fondo indice è un fondo comune di investimento che replica, nella sua composizione, un indice finanziario. Può essere un indice azionario, obbligazionario, può essere un indice immobiliare o sulle materie prime. La cosa che davvero caratterizza un fondo indice è però la così detta gestione passiva. I gestori del fondo, cioè, non mettono in atto complesse strategie finanziarie. Non fanno sostanzialmente nulla se non replicare nel fondo indice la composizione dell’indice stesso.

Gli Exchange Traded Fund sono anche definiti azioni indice, perché possono essere acquistati e venduti in borsa come fossero semplici azioni. E anche il lotto minimo negoziabile – la quantità minima di Etf acquistabili e vendibili, cioè – è solitamente accessibile a tutti.

Gli Etf permettono ai risparmiatori di investire su un ampio spettro di asset e di aree geografiche, e possono essere utilizzati sia per operazioni di breve periodo che per investimenti di lunga durata.

IL RISCHIO FINANZIARIO

Una prima e semplice definizione di rischio finanziario è la possibilità che l’investimento possa andare male, che possa rendere meno del previsto, o possa anche andare in rosso. Ma questo semplice e purtroppo non infrequente fatto ha diverse dimensioni che è meglio conoscere. Il rischio finanziario ha infatti diverse sfaccettature. E cioè il rischio può essere:

  • specifico: legato all’andamento del singolo strumento che abbiamo acquistato
  • sistematico: legato all’oscillazione del mercato finanziario
  • del gestore: legato alle competenze di chi gestisce il vostro denaro, che sia il gestore di un fondo di investimento, o un promotore finanziario o il consulente a cui vi siete affidati
  • di market timing: e cioè la possibilità di sbagliare il momento di entrata e/o di uscita dal mercato
  • di liquidità: la possibilità di dover vendere un titolo che ha poco mercato (si dice titolo poco liquido) e spuntare un prezzo basso
  • valutario: quando si acquista un titolo denominato in valuta estera il rendimento dipenderà anche dal rapporto tra la valuta e l’euro.

Visto così, il rischio finanziario è un po’ più complesso della semplice possibilità che le cose vadano male. E conoscere e saper gestire questi diversi rischi può spostare a vostro favore le probabilità che le cose vadano bene.

PROFILO DI RISCHIO DELL’INVESTITORE

Ogni strumento finanziario è caratterizzato da una diversa rischiosità. Il prezzo di un titolo azionario, ad esempio, varia nel tempo molto di più di quello di una obbligazione. Ma le cose non sono così semplici come può sembrare a prima vista. Su un orizzonte temporale lungo le azioni Usa hanno storicamente reso molto bene. E visto il grafico qui sotto potrebbero rappresentare un investimento abbastanza sicuro. Certo, come si vede non ci sono certezze assolute nemmeno in questo caso.

(Immagine tratta da Yahoo Finance)

A uno sguardo più ampio, e cioè se si considera il portafoglio di investimento e non il singolo strumento, esistono modi di far convivere strumenti diversi, alcuni anche piuttosto rischiosi, in modo da ridurre il rischio complessivo dell’investimento.

E poi c’è un fattore molto importante, e cioè la competenza finanziaria dell’investitore e il tempo che è disposto a dedicare alla gestione dei propri risparmi. E’ un fattore – o meglio due, competenza e tempo – che possono davvero cambiare le carte in tavola, e rendere gestibile e profittevole uno stile di investimento che per altri potrebbe diventare un ansiogeno bagno di sangue.

Riguardo al rischio e alla propria propensione ad affrontarlo, le domande da fare a se stessi sono sostanzialmente due. La prima è quanto tempo e quante energie siete disposti a dedicare ai vostri investimenti. La seconda è quanto siete ansiosi riguardo al denaro e alla sicurezza economica. Perché se lo siete davvero tanto, e neppure la conoscenza del gioco riesce a placarvi, allora è meglio che stiate lontani almeno dagli strumenti più volatili e rischiosi come le azioni e i derivati. O che vi facciate aiutare da qualcuno di cui avete fiducia.

Ma per restare sul generalissimo, considerate queste faccende di base: se volete un investimento tranquillo, preferite le obbligazioni; se vi sentite in grado di sopportare le fluttuazioni di breve periodo del valore del vostro portafoglio, allora datevi alle azioni. Se non volete esagerare né in un senso né nell’altro, createvi un mix tra azioni e obbligazioni.

STRATEGIE PER INVESTIRE IN BORSA

Due definizioni del concetto di strategia tratte dal vocabolario Treccani online.

Nell’arte militare, la tecnica di individuare gli obiettivi generali e finali di una guerra o di un ampio settore di operazioni, di elaborare le grandi linee di azione, predisponendo i mezzi per conseguire la vittoria (o i risultati più favorevoli) con il minor sacrificio possibile.

Nella teoria dei giochi e in applicazioni statistiche, regola generale di condotta che, prevedendo i possibili sviluppi di certe situazioni (per es., le successive mosse dell’avversario), stabilisce quali linee di azione si debbano seguire per il conseguimento dell’obiettivo.

Prese assieme definiscono bene cosa deve fare chi vuole investire con successo sui mercati finanziari. O meglio, potendo sperare in un successo, visto che di certezze sui mercati difficilmente se ne trovano. Riprendendo discorsi già iniziati sopra.

Obiettivi di investimento:

  • rendita periodica
  • guadagno in conto capitale

NON SI PUO’ AVERE SEMPRE TUTTO

Si può puntare sull’uno o sull’altro – rendita periodica o guadagno in conto capitale – o su un mix di entrambi. Cosa scegliere dipende da tante cose, come l’età, il capitale e il reddito su cui si può contare, gli obiettivi specifici che si vuole raggiungere (integrazione di reddito, acquisti importanti, studia dei figli).

Una cosa a cui bisogna sempre porre attenzione è che nella vita esiste l’imprevisto. E quindi è meglio investire solo il denaro che per cui si può ragionevolmente credere di non avere bisogno per l’orizzonte temporale dell’investimento. Un principio che vale per l’investimento in generale, ma soprattutto per gli strumenti il cui valore (la quotazione del titolo in borsa) cambia di più nel tempo.

Ad esempio. Supponete di avere investito in titoli azionari. E che abbiate improvvisamente bisogno di quei solti per urgenze importanti. E che la quotazione di quei titoli in quel momento sia scesa. Vi trovereste a perdere soldi. Se invece i soldi per le “sorprese” fossero rimasti tranquilli in un conto corrente, per dire, il prelievo sarebbe stato del tutto indolore.

INVESTIRE IN BORSA: LE PRINCIPALI TECNICHE DI ANALISI

Per quanto riguarda le “regole generali di condotta”, si tratta essenzialmente dei criteri di scelta da adottare per acquistare e vendere i titoli finanziari.

A questo punto si aprirebbe un capitolo davvero troppo lungo per gli scopi di questo articolo. Essendoci di mezzo il denaro, infatti, molte menti brillanti si sono applicate al tema su come investire in borsa e guadagnarci. E hanno prodotto tantissimi approcci, e tecniche e tattiche di investimento. Tra queste c’è una prima grande divisione da fare: da una parte c’è l’analisi tecnica e dall’altra l’analisi fondamentale.

L’analisi tecnica si basa sullo studio dell’andamento dei prezzi, considerando che tutte le informazioni in qualsiasi modo disponibili su una azienda si riflettono nella valutazione della stessa da parte del mercato. Per sapere di più dell’analisi tecnica, cliccate qui.

L’analisi fondamentale si fonda invece sullo studio dell’azienda e del suo mercato di riferimento. E quindi sui dati di bilancio, sulle capacità e credibilità del management, sulle tendenze dello specifico settore in cui l’azienda opera.

Per sapere di più sull’analisi fondamentale cliccate qui.

Figli e nipoti dell’analisi fondamentale possono essere considerati, tra gli altri, il value investing, il growth investing e l’investimento sui dividendi azionari.

Ogni stile è stato poi interpretato in maniera diversa da diversi grandi investitori. Sviluppando ognuno le sue tecniche particolari, i suoi trucchi particolari e i suoi “segreti” particolari. Trovate la sezione di Soldionline sui grandi investitori a questo link.

Ma non fatevi la strana idea di poter imparare a investire leggendo articoli su internet. Può essere utile, certo, può chiarirvi qualche idea e darvi un orientamento generale, ma per fare sul serio vi servono cose più lunghe e più approfondite. Che siano di carta o elettronici, vi servono i libri. Trovate la recensione di alcuni tra i più importanti a questa pagina.

COME INVESTIRE IN BORSA

Per investire in borsa bisogna sempre passare attraverso un intermediario, che sia la vostra banca o altro intermediario accreditato.

Lo si può fare con il trading online, e cioè via internet, con il proprio computer e attraverso una piattaforma dedicata.

Lo si può fare attraverso il risparmio gestito, e cioè acquistando quote di fondi di investimento, presso la propria banca o via internet, acquistando quote presso le varie Sim che si possono trovare online.

E si può investire in borsa tramite la propria banca, direttamente o tramite il servizio di home banking.

I titoli che acquisterete finiranno in un nuovo conto, il contro titoli. Il conto titoli è un conto di appoggio, collegato a un conto corrente. Su quel conto transiteranno i titoli che acquisterete. A volte il conto titoli viene aperto quando si apre il conto corrente. A volte quando si comincia a operare sul mercato finanziario. Nel primo caso non avrà costi di gestione finché non si inizierà a investire in borsa. Il conto titoli è un conto esclusivamente dedicato all’investimento e serve a custodire le azioni, le obbligazioni e gli altri titoli che avete acquistato.

Qualsiasi sia la “via” che scegliete per investire in borsa, fate attenzione ai costi. Tasse e commissioni posso infatti incidere molto sul risultato finale, erodendo anche buona parte dei guadagni delle vostre operazioni. Soprattutto se sceglierete strategie che implicano una frequente movimentazione del portafoglio.

CONCLUSIONI

Insomma, per niente facile. Ma può dare soddisfazioni: se avrete le conoscenze giuste, se vi applicherete abbastanza, se avrete costanza e metodo. Investire in borsa non è un passatempo, ecco.

Repubblica.it

Economia & Finanza con Bloomberg®

Ricerca titolo

Giovanni Ferrero: “La mia Nutella non va in Borsa, sfida mondiale tutta in famiglia”

Alleanze e fusioni nei piani del numero uno del gruppo di Alba che vuole crescere grazie alle proprie risorse. L’acquisto dell’inglese Thorntons è concluso e il prossimo obbiettivo è crescere fuori dall’Europa

di PAOLO GRISERI

TORINO – Padrone o imprenditore? “Senza arroganza mi definisco un operatore sociale nel campo economico. Vorrei riuscire a diventare l’interprete di un capitalismo non rapace ma illuminato”. Giovanni Ferrero, 50 anni, è il signor Nutella. Amministratore delegato unico del gruppo di Alba dal 2020 è oggi il principale esponente della famiglia che guida il terzo gruppo mondiale nel settore del cioccolato. A 11 anni è stato iscritto alla scuola europea di Bruxelles, in un periodo, gli anni ’70, in cui molte famiglie italiane mandavano a studiare all’estero i figli per timore dei rapimenti. Ama la letteratura, ha scritto diversi romanzi ambientati in Africa. È sposato, ha due figli. Questa è la sua prima intervista dopo la scomparsa del padre Michele.

Lei si trova oggi fuori Italia. Dove si sta godendo le vacanze?
“Non sono in vacanza. Sono al lavoro, in questo momento in Lussemburgo”.

L’imprenditore non va mai in vacanza, è così?
“Questo è un mito da sfatare. Io non credo che sia utile lavorare senza soluzione di continuità. Penso anzi che sia necessaria, ogni tanto, una sana cultura del distacco. Le pause servono a creare un po’ di lontananza critica. Prendendo le distanze da quel che si fa, si finisce per lavorare meglio “.

Guardiamo con distacco il capitalismo italiano. Da metà Novecento a oggi è stato dominato dalle imprese di famiglia, come la sua. Ha ancora senso il modello del capitalismo familiare nel mondo globale?
“Premetto che per me esistono la buona e la cattiva imprenditoria, al di là dei vincoli di sangue. Poi, certo, le imprese basate su una famiglia hanno il grande vantaggio di poter pianificare le loro strategie nel lungo termine. A noi è capitato. Le visioni di una generazione vengono portate avanti dalla successiva, senza doversi preoccupare del risultato finanziario del prossimo trimestre, come invece accade alle società dominate dai fondi di investimento. Questo è un grande vantaggio”.

Ci sono anche gli svantaggi?
“Certo e sono evidenti. Noi Ferrero siamo sempre attenti ad evitare quegli svantaggi. Il capitalismo familiare è spesso ombelicale, guarda al suo interno e non si proietta all’esterno. Va assolutamente evitato il rischio di dover disperdere il capitale per mettere d’accordo tutti in famiglia perché questo indebolisce le società con il risultato di avere un nanocapitalismo che considera il mondo esterno come un nemico dal quale difendersi. Questo atteggiamento è quello che spesso ha fatto deflagrare il capitalismo familiare italiano. Naturalmente e per fortuna ci sono esempi virtuosi che dimostrano come si possa evitare questa deriva”.

Lei ha promesso di mantenere le tradizioni di famiglia in un gruppo mondiale che si avvia a fatturare 10 miliardi di euro l’anno. Ma ha anche annunciato che è ormai arrivato il momento di “superare le colonne d’Ercole”, insomma di cambiare la pelle della Ferrero. Come?
“Il rapporto con l’Italia e con le radici di Alba rimarrà inalterato. Alba è il nostro sancta sanctorum, lì è cominciato tutto. Ma se vogliamo crescere non possiamo accontentarci di conservare l’esistente. Vale per noi come per altre aziende. Per svilupparci dobbiamo diventare più grandi, cercare alleanze, fusioni. Per crescere dobbiamo cercare il valore dove si sta creando, andare fuori dall’Europa. Le do due sole cifre: dieci anni fa le sette principali aziende del nostro settore rappresentavano insieme il 35% del fatturato. Oggi le prime cinque superano da sole il 60%. Le aziende si concentrano perché questo è l’unico modo per avere a disposizione i capitali necessari a svilupparsi. E si cresce fuori dall’Europa dove i mercati salgono, in media, del 15%”.

Qual è l’alternativa?
“Difendere il fortino esistente, combattere contro la storia. Un’assurdità. Noi Ferrero non lo abbiamo fatto. Mio padre cominciò a investire in Francia negli anni Cinquanta quando tutte le società si accontentavano di sfruttare il boom economico italiano. Vide lontano. Oggi la Francia è il nostro mercato più forte”.

Verremo dopo a una questione che riguarda la Francia. Nelle scorse settimane lei ha rotto un tabù: ha annunciato l’acquisto di una società del cioccolato, l’inglese Throntons, un’operazione da 157 milioni di euro. Ferrero comincia a comperare altre società dopo aver trascorso mezzo secolo a crescere da sola. A che punto è l’operazione?
“Siamo quasi al 75 per cento di adesione all’offerta amichevole di acquisto. Questo significa che tra poco potremo togliere la società dal listino della Borsa, come annunciato. Siamo molto soddisfatti per le opportunità di crescita che l’acquisto di Thorntons ci offre sul mercato inglese”.

Ecco, il tabù della Borsa resiste. Mai la Ferrero in un listino?
“Fino a qualche anno fa quotarsi presentava rischi e opportunità”.

Sembra il modo più veloce per raccogliere capitali, non crede?
“Certo. Ma noi abbiamo le risorse necessarie a finanziare la nostra crescita da soli. E oggi andare in Borsa è più rischioso di qualche tempo fa per la pressione dei rappresentanti dei fondi di investimento nelle società quotate”.

Dunque mai in un listino?
“Oggi non ne abbiamo bisogno. Se un giorno si ponesse il problema come conseguenza della partnership con una grande società, forse allora non ci potremmo più permettere il lusso di rifiutare la Borsa. Ma oggi non è un’ipotesi realistica”.

La Ferrero è ancora una società italiana?
“Siamo orgogliosi di essere considerati uno dei fiori all’occhiello dell’Italia. Noi in verità siamo da tempo una società europea, l’Italia rappresenta il 17% del nostro fatturato. In prospettiva, diciamo entro i prossimi cinque anni, pensiamo di diventare una società mondiale che realizza fuori dall’Europa il 51% del fatturato”.

Lei da giovane non ha dovuto risolvere il problema. Ma che cosa consiglierebbe ai ragazzi italiani che cercano un lavoro?
“Penso che la disoccupazione dei ragazzi sia la più grande negatività sociale dell’Europa e dell’Italia. Ammiro le riforme che sta portando avanti il governo italiano e questo mi lascia ben sperare. Consiglierei ai ragazzi di non lasciarsi spegnere le speranze: chi riesce a vincere in questo momento difficile è più forte delle generazioni che lo hanno preceduto”.

Torniamo alla Francia. Ségolène Royal ha invitato a non mangiare più la Nutella per combattere la deforestazione legata al consumo di olio di palma. Come risponde?
“Innanzitutto noi siamo tra le aziende che hanno fatto di più sulla tracciabilità dei prodotti e nel rapporto con le popolazioni delle località di produzione. Abbiamo un welfare che estendiamo il più possibile ai nostri collaboratori nei paesi di produzione delle materie prime”.

Queste scelte eviteranno la deforestazione per utilizzare l’olio di palma negli alimenti?
“Con le conoscenze scientifiche di oggi possiamo limitare la deforestazione, non eliminarla. Il potere nutritivo dell’olio di palma è sette volte superiore a quello di altri oli e la popolazione mondiale sottonutrita è di 850 milioni di persone”.

Dunque che cosa risponde al ministro Royal?
“Che la sua caduta di stile mi ha un po’ stupito. Pensavo che fosse una nostra affezionata cliente. Ci sono molte foto di famiglia che la ritraggono con un barattolo di Nutella in mezzo alla tavola. In ogni caso noi continueremo a fare tutto il possibile per rendere il mondo migliore e più dolce di come lo abbiamo trovato”.

Anche in questo momento di emergenza, Repubblica ГЁ al servizio dei suoi lettori.
Per capire il mondo che cambia con notizie verificate, inchieste, dati aggiornati, senza mai nascondere niente ai cittadini

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Investimento intelligente
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: